CUBA LIBRO

Di Tempi
07 Luglio 2005

Compagni, che figuraccia! Come definire altrimenti la querelle che da una settimana tormenta redazione e lettori de Il Manifesto, al centro di una disputa che si pensava superata dai tempi come il muro di Berlino e il crollo dell’Urss. La cronologia dell’accaduto è semplice: il 22 giugno scorso sulla prima pagina del quotidiano comunista compare una pubblicità a pagamento de Il libro nero di Cuba, scritto da Reporters sans Frontieres ed edito da Guerini e Associati. Apriti cielo, il giorno dopo la pagina delle lettere viene intasata dalla furia dei lettori contro quella ‘pubblicità oscena’, rabbia cui cerca di dare una ‘camomilla ideologica’ il padre nobile della testata, Valentino Parlato, che invita i compagni a non pensare minimamente che «un riquadrato pubblicitario possa alterare la fisionomia e la mente di questo giornale».
Incidente chiuso? Non proprio: il 26 e 27 giugno in prima pagina del Manifesto campeggia la pubblicità di una rivista, Latinoamerica, che attacca Reporters sans Frontieres bollandoli come «finanziati dalla Cia» nella lotta contro Cuba.
Epilogo? Chissà, certamente i compagni si sono dimenticati che Pietro Ingrao, non un teo-con, proprio sulle colonne del Manifesto il 16 aprile 2003 scrisse un articolo di fuoco contro Cuba e le sue prigioni. Nessuno, in quel caso, intasò la pagina delle lettere…

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