ZAREMA SU TEMPI, LA CORRADI è PREMIATA
Ricordate Zarema, la ventenne cecena madre di una bambina, venduta ai guerriglieri islamici, destinata a farsi esplodere in un caffè di Mosca? Zarema scelse di non diventare carne da macello, si avvicinò a un poliziotto, gli sussurrò «arrestami» e Marina Corradi volle raccontare a Tempi (n. 5, 29 gennaio 2004) quel breve istante in cui la vita rigurgitò nella giovane kamikaze, ‘ubriaca di bellezza’.
Per la narrazione di «quel filo esile» che legò Zarema alla possibilità di scegliere, Marina ha ricevuto una menzione speciale alla terza edizione del Premio Maria Grazia Cutuli, il concorso che premia giornaliste italiane e straniere distintesi per servizi sul tema della condizione femminile. Introducendo ‘Il tempo ritagliato dalle pendolari’ di Mariangela Mainiti su Amica e ‘Gruppo di famiglia con Allah’ di Cristina Giudici per il Foglio, vincitrici del concorso, l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Tiziana Maiolo, ha ricordato la gratitudine e la stima che lega il mondo del giornalismo a una grande editorialista come la Corradi. Marina ha ringraziato dichiarando che la caccia alle fantomatiche secche del Po del giorno prima, in compagnia dell’anziano guardiano del fiume, nugoli di zanzare e temperatura equatoriale, valeva più di dieci editoriali. Per questo ci piace da anni rubare Marina ad Avvenire. E bacchettare il Corriere per una svistina: l’articolo premiato era apparso sul piccolo e scalcagnato Tempi e non sul grande quotidiano di Boffo.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!