MA PRODI DORMIVA?
C’è qualcuno che non si è accorto che l’Europa vada in una direzione anticristiana, e non si tratta di una persona qualunque ma di Romano Prodi, presidente della Commissione europea dal 1999 al 2004. Con una postfazione al libro di Reset-Marsilio Europea laica e puzzle religioso, Prodi ammette che nella nuova Europea c’è un «tassello mancante», quello «delle radici cristiane». Ma Prodi dov’era quando si è discusso dell’inserimento di quelle radici nella Costituzione europea? E nella postfazione del medesimo volume, Prodi sostiene che «l’Europa afferma e promuove i suoi valori e i suoi interessi quando contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile, al rispetto reciproco dei popoli, al commercio libero e equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti dei minori».
Queste le buone intenzioni, ma gli atti dicono altro. Sono, infatti, particolarmente scandalose le decisioni prese dalla Commissione presieduta da Prodi nel finanziare con milioni di euro quelle agenzie come Unfpa (United Nation Population Fund) e Ippf (International Planned Paenthood Federation) per programmi di limitazioni delle nascite nei paesi più poveri. Come riportato nel libro Contro il cristianesimo (Piemme) di Lucetta Scaraffia e Eugenia Roccella, tra il 1994 ed il 2001, ben 665 milioni di euro sono stati spesi dall’Ue per finanziare piani di riduzioni delle nascite, aborti, sterilizzazioni, programmi contraccettivi nei paesi più poveri del mondo.
In una intervista pubblicata da Zenit, Assuntina Morresi, che del volume ha curato le appendici, ha precisato che «proprio durante la presidenza Prodi sono stati esplicitamente erogati ulteriori finanziamenti oltre a quelli già previsti: per esempio 32 milioni di euro nel 2002 per un programma attuato per due terzi dall’Unfpa e per un terzo dall’Ippf». L’obiettivo ufficiale era «migliorare la capacità di fornire servizi basilari connessi alla salute riproduttiva delle comunità vulnerabili e scarsamente servite» in 22 dei paesi più poveri di Africa, Caraibi e Pacifico. In realtà sono così tante e dimostrate le violazione dei diritti umani che vengono praticate in nome della ‘salute riproduttiva’ che il presidente statunitense George Bush, ha negato finanziamenti all’Unfpa e Ippf, proprio per aver partecipato a programmi in cui venivano praticati aborti, sterilizzazioni, somministrazioni di sostanze contraccettive pericolose. (AG)
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