Svegliatevi dal sonno, correte coi pastor, è notte…

Caro direttore, prenda la foto dell’attacco di Londra, quella in cui il ragazzo alto aiuta una ragazza con la maschera chirurgica sul viso. Ora prenda un’immagine dell’Urlo di Munch. Li affianchi. Ecco, vedendo quell’immagine mi è subito venuto in mente quel grido. Un grido dell’umanità. Un urlo che però pare inascoltato e la cui forza si smorza contro le barriere ideologiche che perdono di vista il fulcro centrale di questo evento: la civiltà occidentale deve risvegliarsi o morirà (invasa) continuando a dormire.
Stefano Bettini, via internet

Non c’è stato neanche il tempo di metabolizzare le immagini della raccapricciante sfilata di sabato scorso a Madrid, inneggiante all’orgoglio gay, che già si era alle prese col conteggio delle vittime, stroncate dall’ennesimo atto barbarico del terrorismo islamico, stavolta in quel di Londra. Dai fasti ludici della Spagna zapateriana alle cruente nefandezze nella capitale inglese. Ce l’avevano giurata e hanno mantenuto la promessa. Le sigle variano, ma i proclami e il metodo con cui prescelgono gli obiettivi e realizzano le stragi è spietatamente il medesimo: un terrore fine a se stesso, per tenere in allerta gli avversati crociati, i nemici sionisti, il detestato Occidente.
Per questo taluni si sono sentiti di affermare, secondo un più che consolidato cliché giornalistico: siamo tutti londinesi. Ebbene, noi ci sentiamo di proclamarci innanzitutto ed essenzialmente cristiani, proprio come lo è quest’Europa umiliata e scippata della sua carta di identità più vera, stringendoci attorno alla figura di papa Ratzinger, segno terreno della vittoria della Vita sul male e dell’Eterno sulla morte e parafrasando colui che è stato il suo predecessore ‘ideale’, ovverosia quel Benedetto XV, nel secolo scorso si battè proprio contro quell”inutile strage’ in corso. Inutile, ma anche reale ed insidiosa, aggiungeremmo noi oggi e non tanto in nome della stucchevole utopia pacifista, quanto piuttosto per la delicata posta in gioco e cioè la salvaguardia della nostra civiltà, non certo da brandire come arma contundente, ma da rivendicare nelle sue radici più autentiche e profonde.

Matteo Carosi, Milano

Caro direttore, sono al Cairo per lavoro e ho seguito alla tv quanto successo a Londra. Due brevi riflessioni. Primo. Rainews24 in un dibattito ‘21.15’ super partes a cui partecipano Cento, Agnoletto, Brutti (salvo una fugace apparizione di Selva), individua l’unica causa degli attentati: la guerra in Irak e soprattutto il mancato ritiro dei nostri soldati! Quando il conduttore ha chiesto ad Agnoletto se la sua tesi fosse un teorema che non tenesse conto della realtà, quest’ultimo gli ha risposto: «Ma allora lei sta dall’altra parte». Rivoglio i soldi del canone Rai!
Secondo: Chiacchierando con l’agente egiziano della società per cui lavoro (ha 52 anni, laureato, servizio militare come ufficiale in marina, quattro auto, bella casa, non un analfabeta emarginato della periferia) su quanto successo oggi ed in generale sul terrorismo islamico egli ha sfoderato in rapida successione le seguenti affermazioni: «Alcuni egiziani considerati appartenenti o capi di Al Qaeda erano con me in università, non credo a quello di cui li accusano»; «come si spiega il fatto che al Pentagono non c’era traccia di nessun aereo?»; «perchè le Torri sono cadute entrambe anche se gli aerei si sono schiantati su una sola?». Ma se un egiziano colto e ricco pensa seriamente che la realtà sia questa, cosa penseranno gli altri 70 milioni di egiziani?

Luca Marelli, Il Cairo
Se è per questo lo sostiene anche Lilli Gruber. Ma non si preoccupi, tanto è tutto un complotto. Chissà che inferno, poi, quando scopriranno che New York non esiste. Ah, quante ne studiano questi maledetti ebrei.

Caro direttore, ho notato la sua letterina sul Foglio a proposito dell’editoriale di Zagrebelsky. Però due pagine avanti, Luis Sepulveda è sembrato anche più intelligente spiegando che con la legge sul matrimonio e le adozioni gay Zapatero avrebbe rimosso «un’ingiustizia e criminalizzazione lunghe secoli», «c’erano persone che per legge erano emarginate dalla felicità. Ora non è più così». Già, e i gay vissero tutti felici e contenti, per legge.
Franco Galbiati, Lodi
Se è per questo lo sostiene anche la legge di gravità: ‘sono infelice, mi criminalizzano da secoli, voglio andare sulla luna’. Ma non si preoccupi, tanto è tutta una favola. Chissà che paradiso, poi, quando l’Andalusia sarà liberata. Ah, quanto sono ignoranti questi maledetti cattolici.

Ieri sera ho partecipato all’ennesima manifestazione sindacale. Ho sentito l’ennesimo appello alla pace e al ripudio di ogni guerra, la richiesta di una maggiore giustizia sociale e l’elenco delle varie colpe dell’Occidente ricco contro i paesi più poveri…. Ho cercato di trattenere il mio disappunto, ma quando la rappresentante delle associazioni pacifiste ha chiesto l’immediato ritiro del nostro contingente militare dall’Irak, allora mi sono rivolto alle persone che erano intorno a me dicendo: ma questa cretina non immagina cosa succederebbe al popolo iracheno se lo lasciassimo alla mercè dei fanatici di al Qaeda, senza aver prima ricostruito le condizioni sociali e politiche per cui esso stesso possa adeguatamente fronteggiare questi assassini? Alcuni mi hanno guardato sorpresi, altri hanno annuito. Penso proprio di non poter più tacere o nascondere il mio pensiero per quieto vivere.
Agostino Pavan, via internet
Già, se andiamo avanti col nostro quieto vivere, la gente non avrà più il coraggio di dissentire e i capataz che oggi ci raccontano di pace e America uguale ad al Qaeda faranno i custodi delle moschee.

Caro direttore, mi dispiace non avere ancora finito il lavoro su Sartre, anche perché in questi giorni non riesco a pensare ad altro che alle notizie da Londra. Su Sartre mi occorre ragionare molto, perché c’è un nodo da sciogliere: come ha potuto il cantore della libertà assoluta allevare i fautori della rivoluzione khmer in Cambogia e allevare quel Fanon ispiratore della rivoluzione khomeinista? Credo che la risposta vada cercata ancora una volta in Rousseau, come vedremo. Quello che mi preme sottolineare adesso è che l’esistenzialismo è pure l’ispiratore del libertarismo zapatero, quel libertarismo che, se concede i matrimoni ai gay, domani dovrà concedere pure la poligamia ai musulmani; se concede la fivet, domani dovrà concedere l’infibulazione; se concede la pornografia universale di massa in nome della libertà d’espressione, deve concedere pure ai predicatori musulmani di indottrinare i terroristi suicidi sempre nel sacro nome della libertà d’espressione. Se i valori ce li dobbiamo fabbricare giorno per giorno, come dice Sartre, anche i terroristi si fabbricano i loro senza che noi possiamo dire loro niente.
Non è un caso che i paesi più libertari e libertini – Olanda, Belgio, Inghilterra – siano quelli più islamizzati. In poche parole, il libertarismo anti-cattolico è la porta d’accesso al clericalismo islamico.
Le bombe di Londra distruggono pure il sofisma secondo cui il problema non è l’islam ma ‘l’estremismo religioso, pure quello cattolico dei ratzingeriani’, l’idea cara ai liberali anglosassoni secondo cui l’integralismo islamico è l’omologo del papismo-cattolico, e quindi l’unica soluzione è la fottuta moderazione agnostica equidistante da tutte le religioni. L’altro sofisma che le bombe di Londra distruggono è quello urlato dei rocchettari al Live 8: cancellate il debito e sparisce il terrorismo. Zapatero è un pagliaccio che organizza una festa di carnevale sul ponte del Titanic. Questo Titanic è l’Europa. Come può una nave i cui passeggeri sono stati convinti che «l’uomo è una passione inutile» resistere contro l’iceberg di una religione che un senso, per quanto aberrante, comunque lo garantisce alla vita dell’uomo? Poche storie: l’unico argine al virus islamista è il popolo cattolico.

Giovanna Jacob
Cara Giovanna, attendiamo trepidanti la sua celebrazione del venticinquesimo della morte del povero JPS. Intanto si goda la conversione ratzingeriana dei liberal anglosassoni (vedi editoriale pagina 3).

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.