MAGDI INSEGNA A VINCERE LA PAURA
Siete sotto l’ombrellone? Siete rimasti a casa? C’è un libro che non vi dovete perdere in questa alba tragica di estate 2005. Il libro di Magdi Allam, Vincere la paura, Mondadori. Siamo pronti a scommettere che lo divorerete in una notte. Anche se non siete cultori della materia. Anche se pensate che non c’è niente che potete fare per cambiare il mondo. Anche se credete che il terrorismo è affare che riguarda i governi, i servizi segreti, lo Stato. Lo divorerete perché c’è un italiano musulmano, un intellettuale illustre, un giornalista di successo, che non si nasconde dietro i se-ma-però, che parla chiaro, rischia in prima persona, dimostra di amare (fino a indicarci le risposte da dare a chi predica e pratica la distruzione) ciò che ci è più caro: la nostra terra, le nostre famiglie, la nostra vita, le nostre libertà, il futuro dei nostri figli.
Possibile che ci sia da assumere informazioni reali, cose e persone che ci minacciano citate per nome e cognome, buon senso, passione per la vita, sano patriottismo, indicazioni concrete per combattere nichilismi e relativismi alleati all’islamismo assassino, da un giornalista di origini egiziane? Possibile. E ve lo dice gente che non pensa di essere poco informata o disabituata a riflettere sulla realtà. Possibile che una persona in carriera (e che carriera, vicedirettore del Corriere della Sera dopo essere stato per quasi vent’anni inviato di punta a Repubblica) metta a repentaglio la vita per riscuoterci dal torpore e renderci avvertiti dei rischi che corre la nostra democrazia? Possibile. Leggerete. E capirete perché Allam è stato condannato a morte (dai palestinesi di Hamas, come dicono le fonti ufficiali, o come sospetta e scrive in questo suo libro Magdi, condannato da certi italiani che flirtano con la cosiddetta “resistenza” irachena, sanno qualcosa di più di quello che sappiamo noi sugli attacchi ai soldati a Nassiriya, sui rapimenti avvenuti a Bagdad dei nostri connazionali e sull’assassinio di Quattrocchi?) è scortato 24 ore su 24 da un plotone di bodyguard del ministero degli Interni. Possibile se Allam è quel ragazzo che a vent’anni lasciò l’Egitto per sete di libertà e fame di felicità. Possibile se Allam è quell’uomo fortunato che ha realizzato il sogno della sua giovinezza e oggi, 53enne sereno e benestante, desidera per i suoi figli la stessa cosa, e per i suoi concittadini pure, contro l’ideologia del nulla che avanza. Contro il nulla che all’ideologia relativista aggiunge il lavaggio del cervello di tanta gioventù musulmana e che preannuncia il giogo della più crudele delle schiavitù: spettro che si aggira oggi per l’Europa, la sottomissione al nulla imbottito di esplosivo.
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