Catone, l’uomo che amava Roma

Di Ferrari Anna
28 Luglio 2005

Le 428 pagine del Catone l’antico di Eugenio Corti, stese con originalissima struttura ci confermano il suo solido realismo storico e filosofico che diventa alta letteratura. Il protagonista è Marco Porzio Catone (234-140 a. C.), contadino, soldato, console, censore, oratore, storico, poeta. Affronta i pericoli che minacciano Roma: la corruzione della cultura greca, l’economia e lo schiavismo di Cartagine, il personalismo dei potenti.Catone vuole salvaguardare le istituzioni del mondo romano. Implacabile moralizzatore, vuole distruggere Cartagine. Appena gli è possibile si dedica alla moglie Licinia e al figlio Marco.
La strada di Catone è veloce: diventa centurione, si mette a studiare diritto (l’espansione di Roma, l’alleanza con altre popolazioni si basano sul ferreo diritto romano), inizia piccole cause, mantenendosi col suo campicello. Poi riprende i suoi studi e si sposa con Licinia. Diventa questore in Sardegna. Ben presto convoca molti cittadini romani che si comportano da usurai e banchieri avidi e sfruttatori. Ne ottiene l’espulsione.
Diventa senatore. Vuole scrivere, conoscere la cultura greca – di cui pure teme l’influsso su Roma -. Intende scrivere la storia della sua città ed una raccolta dei suoi detti sapienziali negli arcaici versi saturni. Da censore del popolo prosegue la sua linea etica, con un severo programma di riordinamento e radia molti politici indegni. Si occupa anche del suo lavoro agricolo in Sabina, dove può vedere il figlio, pronto a presentarsi alle armi, esortandolo a comportarsi da romano. Gli consegna il libro che gli ha dedicato. Durante la guerra Marco diverrà amico di Publio, figlio di Emilio Paolo, con cui poi andrà a caccia di cinghiali e di cui sposerà la sorella Terzia. Marco muore giovane. E anche Catone, ottantacinquenne e affaticato, interviene ancora in Senato contro Cartagine, ma una sera, tornando a casa, si sente male e muore. Ai nostri occhi rimangono i popolani, i nobili, gli schiavi, i legionari, le severe matrone, la gente di allora. Forse le donne sono sempre state un po’ in disparte. Ci piace la solidarietà fra soldati. Manca Qualcosa.

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