La ‘passione’ del popolo sordevolese

Di Comuzzi Sara
01 Settembre 2005

Chiude il 25 settembre la sacra rappresentazione della “Passione” di Sordevolo (Biella). «è stata la più fortunata delle edizioni degli ultimi vent’anni», spiega Giuseppe Danasino, autore dell’imponente scenografia per la quale sono stati utilizzati dieci chilometri di tubi, quintali di vernice, polistirolo espanso, sabbia, cemento. «Oltre al cardinale di Torino, Severino Poletto, e al nostro vescovo, Gabriele Mana, abbiamo avuto tra il pubblico numerosi presuli, esponenti qualificati del mondo della cultura, dell’economia, autorità civili e politiche». «Ci ha molto gratificato – spiega il regista, Celestino Fogliano, dirigente d’azienda con alle spalle tre edizioni nel ruolo di Gesù – la presenza di spettatori provenienti dall’estero: Svizzera, Germania, Giappone e persino Australia».
Non è facile descrivere la “Passione” di Sordevolo, una manifestazione che suscita forti emozioni in chiunque abbia l’opportunità di viverla. Si tratta di due ore e mezza di spettacolo su un palcoscenico naturale di 3000 metri quadrati di superficie, animato da oltre 400 tra attori e comparse, quattordici cavalli per il carosello della cavalleria romana, un’inedita colonna sonora con brani eseguiti da un coro di cento voci e per il quale sono occorse 3600 ore di prove e 1600 di lavoro per l’allestimento. Questa sacra rappresentazione – unica in Italia ad essere realizzata nei mesi estivi – è organizzata, con cadenza quinquennale, fin dal 1816, dai 1300 abitanti del laborioso centro della valle dell’Elvo nel cuore della provincia biellese. Quest’anno la manifestazione (che non ha fini di lucro ed è realizzata sulla base di lavoro volontario) ha ottenuto il patrocinio della Santa Sede, della Presidenza della Repubblica, dell’Ufficio di presidenza del Consiglio dei ministri e della Chiesa biellese. La Regione Piemonte ha allestito una tribuna coperta, inserita nella natura del luogo, grazie alla quale 2400 persone potranno prendere posto al riparo delle intemperie climatiche. Nuova è stata inoltre realizzata la cabina di regia con i relativi apparati per il suono e i giochi delle luci. Anche il testo base della sacra rappresentazione, composto da Giuliano Dati nel XVI secolo, è stato rivisitato dal biblista Gianfranco Ravasi e riproposto in una nuova pubblicazione.

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