SUCCESSI ITALIANI IN GIAPPONE

Di Tempi
08 Settembre 2005

Qualche spazio alle elezioni anticipate dell’11 settembre prossimo, volute dal premier Koizumi, i media italiani l’hanno concesso, ma molto poco ne hanno dato al grande evento giapponese che si è rivelato fausto per la presenza italiana: l’Expo universale di Aichi che, con un bilancio di circa 20 milioni di visitatori su un arco di tempo di sei mesi, chiude i battenti il 25 settembre prossimo con risultati lusinghieri per il Padiglione Italia.
Esso si è rivelato, infatti, il più visitato tra i 122 allestimenti stranieri presenti, preceduto solo dai padiglioni giapponesi. A visitarlo è stata una folla record di 2.100.000 persone, con picchi giornalieri di 22.000 visitatori che hanno attraversato le sue sale. Il giorno di maggiore afflusso è coinciso con la Giornata Italiana all’Expo del 28 aprile scorso, quando 30.000 persone hanno seguito la parata della Banda dell’Arma dei Carabinieri lungo il percorso dell’Esposizione. «Quel giorno – ha dichiarato Taizo Watanabe, Segretario Generale dell’Esposizione – la Fiera ha registrato il numero massimo di ingressi dal giorno della sua apertura». Il Padiglione Italia, coordinato dal ministero degli Esteri, ha visto la partecipazione di 140 imprese italiane, che nel Giappone hanno un mercato strategico. L’Italia è l’unico grande paese ad avere un saldo positivo con il Giappone: secondo le ultime stime Ice, le esportazioni italiane sono aumentate del 13,6 per cento dal gennaio al luglio del 2004, raggiungendo i 4 miliardi di dollari; le esportazioni giapponesi in Italia sono cresciute del 20,2 per cento, arrivando a 3 miliardi e 850 milioni di dollari.

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