La missione inizia qui

Di Bobo
08 Settembre 2005

La parola “missione” evoca, inevitabilmente, immagini di terre lontane e di eccezionali eroismi. Niente di più falso, spiega don Massimo Camisasca, superiore della Fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo, in queste conversazioni con i suoi seminaristi o giovani preti impazienti di partire. «La missione inizia da subito, nel posto in cui si è, con le persone con cui si è chiamati a vivere». Non ha fatto così anche Gesù? Non si è mai allontanato dal fazzoletto di terra in cui era nato. Tutto il suo segreto era una passione totale, assoluta per tutto, per tutti: «la persona che aveva davanti per lui era tutto».
Per cui la missione non è un andare o un fare, ma accettare che il richiamo di Dio passi attraverso il luogo e le circostanze in cui ci ha posto. Nasce dall’esperienza di una appartenenza profonda a Cristo nel luogo in cui vive, la sua Chiesa, capace in forza di ciò di abbracciare ogni alterità, di perdonare ogni differenza, di accompagnare ogni cammino. Si tratta solo di guardare ciascuno con lo stesso sguardo con cui si è guardati da Cristo. «Non conteranno tanto le circostanze in cui ci troveremo, né gli atti che sapremo compiere, ma la nostra passione per Gesù». Un libro non solo per i missionari della Fraternità San Carlo.

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