SERVE ANTIDOTO CONTRO L’IDEOLOGIA

Di Reibman Yasha
08 Settembre 2005

L’odio per ebrei, Stati Uniti e i “loro alleati” cerca volti. Sharon, Bush, Blair, Aznar e Berlusconi. Quando vengono colpiti chi li odia gioisce. Cadono le Torri, esplodono i caffè, le pizzerie, i treni nelle metropolitane e le città sono sommerse dalle acque. “Ben gli sta”. Se sono “religiosi” aggiungono: «è la punizione del Cielo». Questo dicono i rappresentanti e i comunicati di Al Qaeda, che non esitano a reclutare nelle proprie fila Katrina. Così dicono gli antiamerikani, che vedono in New Orleans l’improbabile conseguenza del rifiuto a firmare il protocollo di Kyoto. I più poveri sono i più esposti al disastro del ciclone? è perché «Bush è razzista e non si interessa delle sorti dei neri». In Israele bambini di pochi mesi vengono uccisi dai terroristi? Nei titoli vengono chiamati “coloni” per meglio renderli responsabili del proiettile che li colpisce. Sharon si ritira da Gaza? Lo farà per meglio “okkupare la Cisgiordania”. Gli aerei colpiscono Manhattan e subito dopo il Congresso Usa studia le falle nel sistema di sicurezza nazionale? «Gli attentati sono opera della Cia e del Mossad, gli ebrei quel giorno non erano nemmeno andati a lavorare».
Percentuali preoccupanti si riconoscono in queste fandonie non solo in Indonesia, ma anche in Occidente. Le baionette contro tutto questo non bastano. Il terrorismo non ci sta distruggendo militarmente, ma culturalmente. Come per l’influenza aviaria, abbiamo bisogno di sviluppare vaccini per evitare che questa peste ci travolga.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.