SCUOLA DI VIA QUARANTA: NIENTE REGALI
No. Questo proprio no. Che l’ente pubblico – sia esso Provincia rossa o Comune azzurro – si sbatta per trovare una sede alla scuola islamica non lo possiamo sopportare. Ci sono scuole cattoliche che da vent’anni sudano sangue per trovare sedi adeguate, perseguitate dagli ispettori perché i loro locali, perfettamente a norma, danno su un’ex officina, e quindi sono ritenuti inadeguati per i presunti miasmi che potrebbero appestare l’aria (è successo, è successo). Ci sono scuole cattoliche che hanno sudato sangue per strappare a un Comune una collocazione in una ex scuola statale che nessuno usava più: meglio in rovina che alla scuola libera (è successo, è successo). Ora non potete regalare una sede agli islamici perché avete paura. Dovete, semplicemente, trattarli come gli altri. Altrimenti salta fuori un Pisanu che – come temevamo, come abbiamo già segnalato – approfitta del caso per insinuare che solo la scuola di Stato è la scuola di tutti. Tutte le scuole sono scuole di tutti. Purché siano scuole. Quella di via Quaranta non lo è. Per questo va chiusa. Se gli islamici vogliono fare la loro scuola hanno il sacrosanto diritto di farla. Purché sia una scuola. Con tutte le regole, come quelle dei cattolici. E, per favore, senza regali. Fra sei mesi si vota.
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