SUDOKU DI GOVERNO
L’esito delle elezioni tedesche del 18 settembre potrebbe tenere col fiato sospeso fino all’ultimo come per quelle del 2002. Dopo che i cristiano-democratici e i liberali, che aspirano a una coalizione, sono stati in vantaggio per molto tempo, la coalizione di governo di Spd e Verdi è partita alla riscossa. Dopo il duello televisivo dei due avversari Schröder e Merkel i socialdemocratici nei sondaggi hanno acquistato due punti in più salendo al 34 per cento, mentre la Cdu/Csu è scesa di due punti al 41. Per i Verdi e la Fdp i sondaggi danno il 7 per cento. Il nuovo “Linkspartei” (partito di sinistra), una unione tra il Pds ex comunista e fuorusciti di sinistra dai sindacati e dalla Spd, arriva quindi all’8. Quindi questo non basta attualmente alla Cdu e alla Fdp per la grande svolta riformistica preannunciata. La soluzione più probabile sarebbe la cosiddetta grande coalizione di cristiano-democratici e socialdemocratici. Per la Spd sarebbe una possibilità di salvare l’onore. Tuttavia gli osservatori temono che poi le riforme necessarie verrebbero portate avanti solo con scarso vigore e le frange radicali ne risulterebbero rafforzate. Inoltre una partecipazione al governo per la Spd potrebbe rivelarsi ben presto una vittoria di Pirro. Quale che sia l’esito delle elezioni, una cosa sembra ormai certa: Schröder si congederà dal grande palcoscenico della politica federale, a qualsiasi coalizione si arrivi.
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