IL LUMINOSO POEMA DIVINO DI NICOLAS DE STAËL

Di Cwalinski Vladek
15 Settembre 2005

Nicolas De Staël (1914-1955), uno dei più grandi pittori francesi del Novecento, è quello che (con Henri Matisse, che nella Chapel du Rosaire a Vence arrivò, in tarda età, ormai semiparalizzato, pur lavorando sulla sedia a rotelle e disegnando attraverso l’uso di un bastone al quale era legata una matita, a progettare le vetrate colorate attraverso cui passano i raggi del sole) è riuscito più di tutti a concentrare la luce nelle sue opere, attraverso i colori disposti per pezzature, come in una sorta di mosaico. Questo però senza mai abbandonarsi alla moda, dettata dalla pittura informale dilagante in tutta Europa, ma mantenendo una visione e una capacità realizzativi profondamente originali.
I suoi dipinti sono una sorta di folgorazione visiva per alcuni aspetti particolarmente suggestivi del paesaggio, come la vista del mare blu ad Antibes con il forte arroccato sul promontorio (1955), oppure episodi che lo sorprendono come un volo di gabbiani (1955), o su alcuni oggetti, come bottiglie, caraffe o bicchieri, disposti sul tavolo del suo studio. Eppure questi aspetti così quotidiani, che possono apparire addirittura banali tanta è la loro semplicità, vengono da lui trasfigurati in una sorta di luminosissimo poema visivo, fatto di tessere colorate, come coriandoli, che incastrandosi l’uno con l’altro vanno a formare la struttura, la forma di ciò che lui osserva. Ad esempio “Cielo e mare” (1954) è un vero e proprio concentrato di luce, con il blu che passa dalle gradazioni più scure a quelle più chiare fino a perdersi nel bianco, fino a salire all’azzurro dove veleggia qualche nuvoletta; oppure il “Paesaggio rosso” (1955) vero e proprio concentrato di arancioni, fucsia e gialli che si intersecano tra loro a costruire un caseggiato. Così De Staël riesce, con una visione profondamente personale, a realizzare una sorta d’icone moderne dei suoi paesaggi interiori.

Nicolas de Staël, Un automne, un hiver.
Fino al 16 ottobre 2005, Musée Picasso, Antibes, Chateau Grimaldi

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