La croce e la spada

Di Bobo
15 Settembre 2005

Il pacifismo che, dal Concilio e dal Sessantotto in qua, si è impadronito della mentalità comune in generale e cristiana in particolare, ci ha fatto dimenticare tutto questo. Ci ha fatto dimenticare che la civiltà europea, la cultura cristiana che – nel bene e nel male – le ha dato forma, non sono nate senza lotta. Anzi, per difendere il proprio diritto a esistere hanno sempre dovuto combattere duramente. Non c’era altro mezzo. Gli Unni che hanno devastato l’Europa nel V secolo, i Pitti e i Sassoni che pochi anni dopo razziavano la Britannia, i Persiani che nel 451 vennero fermati dagli Armeni, gli Ungari delle steppe e i Vichinghi insensibili al dolore, i musulmani di varia stirpe che per mille anni hanno assediato il continente: tutti costoro erano popoli che capivano solo il linguaggio delle armi.
Solo dopo essersene conquistati la stima vincendoli sul campo si poteva cominciare a ragionare (e la maggior parte, infatti, si convertì). E ancora in tempi moderni più volte (dalla Vandea alle diverse Resistenze) i cristiani hanno dovuto difendere con le armi le proprie libertà. L’Europa è nata, è cresciuta, si è mantenuta combattendo. Non per amore della guerra; ma perché il desiderio della pace andava difeso coi mezzi adatti.

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