SE I FRANCESI DESSERO RETTA A JOSPIN…
«L’orientamento sentimentale e sessuale non deve essere un elemento che entra in gioco nell’autorizzazione alla Procreazione Assistita». Esso non può essere neppure «un motivo del rifiuto per un consenso all’adozione», perchè «il diritto a fondare una famiglia è un diritto universale», che va quindi riconosciuto anche alle coppie omosessuali. Così scrive sul suo sito internet Lgbth, associazione francese “lesbo, gay, bisessuale, transessuale, eterosessuale”.
La Francia pensava di avere risolto i suoi problemi con le convivenze non matrimoniali con l’istituzione da parte del governo Lionel Jospin, nel novembre 1999, del “Patto civile di solidarietà e di concubinato” (Pacs). Esso voleva fornire un quadro giuridico alle coppie di fatto, anche composte da persone dello stesso sesso, come specifica l’articolo 1 della legge. Ma quello che doveva essere il necessario adeguamento giuridico all’evoluzione delle scelte di vita di una parte dei cittadini, si è rivelato un ingranaggio che, alimentato dalla retorica di alcuni esponenti della lobby gay, ha permesso poi, in nome dell’uguaglianza dei “diritti della persona”, la richiesta di una “non discriminazione” delle coppie “omoparentali”, che poi sarebbero appunto quelle coppie di fatto riconosciute dal Pacs. Nel giugno dell’anno scorso, a Bègles è stato celebrato dal sindaco e deputato Verde Noël Mamère un “matrimonio gay” (cfr Tempi n. 24 del 10 giugno 2004), fortemente mediatizzato e giuridicamente nullo, che ha provocato la reazione, tra gli altri, dell’ex primo ministro socialista Lionel Jospin: «Il matrimonio è, nel suo principio e come istituzione, l’unione di un uomo e di una donna». Jospin aggiunse, a proposito dell’adozione, che «il bambino non è un bene che una coppia eterosessuale o omosessuale può procurarsi, è una persona nata dall’unione di un uomo e di una donna».
Gianluca Arrigoni
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!