IL collezionista inossidabile Duncan Phillips
Qualcuno ha detto che i collezionisti d’arte andranno tutti in paradiso. Giovanni Testori invece affermava che le persone serie i quadri li regalano. La questione non riguarda solo il possesso dell’opera, ma il rapporto con il bello. Sia che uno voglia tenerle per sé che donarle, le opere, prima o poi, tornano al popolo, il vero motivo per cui sono state create. Questa è la vocazione originale dell’arte, che non si spezza neanche nell’800, quando la committenza diventa borghese. Prova di quest’inevitabile ritorno è la Phillips Collection di Washington. Formata da Duncan Phillips, industriale dell’acciaio nativo di Pittsburgh, in seguito a una folgorazione avuta durante un viaggio a Parigi nel 1911, che in quegli anni era la capitale della cultura mondiale. Lì vide i dipinti di Renoir e Monet, e gli venne in mente un sogno: finalizzare i propri soldi per acquistare opere e creare un “Prado americano”. Fin dall’inizio il signor Duncan aveva in mente uno scopo preciso a vantaggio dei suoi connazionali. Prima acquistò le opere degli impressionisti, in quel periodo conosciuti e quasi affermati; cercò poi le opere di Van Gogh, del quale s’iniziava appena a comprendere il genio. Poi ebbe il coraggio di rischiare e iniziò a frequentare gli artisti suoi contemporanei. Quali? Matisse, Braque, Picasso, Klee, Kandinsky, Mondrian solo per citarne alcuni. Duncan frequentava gli studi e comprava. Poi iniziò a cercare le opere dei pittori del passato che considerava precursori dell’arte moderna: da Goya a Ingres, da Courbet a Delacroix, da Chardin a Constable. Ed ebbe il suo museo. Sessanta di queste opere sono esposte a Rovereto. Si va dalle Ballerine alla sbarra, dai toni azzurri e aranciati, di Degas, alla celebre Colazione dei canottieri di Renoir, che può essere considerato il manifesto di un’epoca. Tra la generazione successiva spiccano Gli stradini di Van Gogh, con alberi giganti e strade tortuose dalla qualità cromatica eccelsa, fino ad Autunno II di Kandinsky, dai colori fluorescenti, paesaggio astratto ma con tracce reali. Tutti da vedere.
The Phillips Collection, Washington,
Da Goya a Manet, da Van Gogh a Picasso
Mart Rovereto
fino al 13 novembre 2005
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