Figli non pianificati
Ritornando all’argomento figli: farli e da giovane, e alle cose lette in questi giorni sull’argomento, mi è tornato tra le mani un pezzo di Vita Activa di H.Arendt, che ho già citato, ma oggi mi offre la risposta al dubbio che mi sono posta e cioè se davvero il far figli appartenga alla sfera di una perfetta pianificazione familiare fatta da due coscienti lui e lei (dal che si deduce, tra soldi che mancano e futuro incerto, il motivo per cui nessuno li fa). Dice la Arendt: «Il “miracolo” che preserva il mondo, la sfera delle faccende umane, dalla sua normale, “naturale” rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà di agire. è in altre parole, la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio, l’azione di cui sono capaci in virtù dell’essere nati». Ed il punto che voglio sottolineare, che potrebbe aiutare chi, avendo programmato la vita, ha paura dell’imprevisto che un figlio rappresenta, è ciò che immediatamente segue: «Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza», ribaltando il pensiero di chi, sfiduciato e senza speranza, pensa sia ingiusto “fare un figlio in un mondo così”.
E conclude «è questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa ed efficace espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la “lieta novella” dell’avvento: “Un bambino è nato tra noi”».
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