CASINI SCATENATO
23 settembre, San Marino. Il presidente della Camera è alla presentazione del fortunato saggio L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture di Joseph Ratzinger (alla sua “seconda ristampa in venti giorni”), ma le notizie che rimbalzano da Siena gli procurano subito un diavolo per capello. Arriva l’agenzia: “Fischi e contestazioni al cardinale Camillo Ruini”. «Inqualificabile episodio» tuona Pierferdinando Casini. Poi, tutti d’accordo – monsignor Rino Fisichella, Rettore dell’università Lateranense, monsignor Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro e lo stesso Casini – nell’appello a quegli «uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo».
Monsignor Negri annuncia la nascita di una Fondazione Internazionale intitolata a Giovanni Paolo II per il Magistero della Chiesa. Poi Casini avverte («Siate cauti a giudicare la Chiesa, perché è nel principio di libertà universale che risiede il fondamento della nostra laicità»). Casini attacca («il limbo in cui era caduto il trattato europeo», le risposte «frammentarie al terrorismo», «la disinvoltura con cui ci si è scordati dell’11 settembre in nome dell’antiamericanismo ideologico»). Casini polemizza (con «quell’atteggiamento che vuole vietare il chador in Francia e il crocifisso in Italia, di chi grida allo scandalo quando la Chiesa manifesta i propri orientamenti in tema di morale, vita, famiglia. una forma di intolleranza e rifiuto ideologico che escludendo Dio dalla cosa pubblica nega la stessa libertà su cui lo spirito laico è fondato»). Casini sintetizza: «In questa notte dove tutte le vacche sono nere, perché avvenga un incontro ciascun uomo deve essere portatore di una propria identità. Non è possibile prescindere dalla ricchezza cristiana per costruire un’Europa che sappia guidare nel segno della libertà, della democrazia e della pace».
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