Religioso silenzio
Molti vorrebbero una Chiesa silenziosa e silenziata, impossibilitata a intervenire nel pubblico dibattito. Che la Chiesa si impicci delle telefonate registrate suona eccessivo, ma pare lo sia anche quando interviene sui cosiddetti “problemi morali”, sessualità, riproduzione, matrimonio, divorzi, interruzione di gravidanza o aborto che dir si voglia. Su questi temi la Chiesa, dicono in molti, dovrebbe tacere. Anzi, meglio, i sacerdoti e i cardinali dovrebbero non parlare non solo nelle piazze o nelle radio, ma anche negli edifici di culto. Zitti e Mosca.
Magari si potrebbe abolire l’omelia per via parlamentare, basterebbe presentare un progettino di legge. Si fa di tutto per farci credere che la laicità dello Stato significhi? «Tutti i microfoni ai laici?». Il pubblico dibattito non dovrebbe sentire l’opinione degli uomini in toga, che potrebbero al massimo rivolgersi ad amici e conoscenti, purché non giornalisti, via telefono, se proprio vogliono si potrebbero riservare loro piccioni viaggiatori. Vescovi e preti non si adeguano, e parlano, parlano, parlano. Tanto, tantissimo. Ed è pur vero che, soprattutto nella Rai dei partiti, trovano telecamere aperte ogni minuto.
A volte da oltre Tevere alcuni strafanno e si permettono di spiegare agli italiani cosa dica la Costituzione repubblicana e si lanciano in interpretazioni che andrebbero riservate a ben altri argomenti. Alla luce del sole fanno sentire la propria voce, riceveranno applausi o fischi. Fa parte del gioco.
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