FARE UN BUCO DI UN MILIARDO E SEQUESTRARE UNA NAVE. LEZIONI SINDACALI MARSIGLIESI
Parigi. La vicenda del cargo francese, sequestrato lo scorso 27 settembre da alcuni sindacalisti e poi “riconquistato” dalle forze speciali dell’esercito, riassume bene lo scontro tra due corporativismi, quello sindacale e quello dei gabinetti ministeriali, che alimentandosi nella palude ideologica dell’antiliberalismo ne rimangono prigionieri, finendo così per favorire ricatti che rasentano logiche molto simili a quelle camorristiche. In questo caso, da una parte c’è la Société nationale maritime Corse-Méditerranée (Sncm), nata nel 1976 su iniziativa dello Stato per garantire la “continuità territoriale” tra la Corsica e il “continente”, come società commerciale con compiti di servizio pubblico. Dall’altra la concorrenza (dal 1996) della compagnia Corsica Ferries. Da una parte c’è il carrozzone di Stato Sncm, che con le sue dieci navi e i suoi 2400 dipendenti perde una montagna di soldi (dal 1991 lo Stato ha ripianato debiti per più di un miliardo di euro). Dall’altra una compagnia privata che con le sue dodici navi e i suoi 1200 dipendenti è in fiorente attivo. Non solo. I continui scioperi e rivendicazioni del personale della Sncm, oltre che portare la compagnia sull’orlo del fallimento fanno scappare i clienti, stanchi di essere presi in ostaggio. Di fronte a tale disastro, dopo un primo tentativo di privatizzazione senza bando pubblico (che ha portato al clamoroso dirottamento della nave) il governo ha tirato fuori dal cilindro (di nuovo senza bando pubblico) una nuova struttura azionaria per la Sncm: 5 per cento ai dipendenti della compagnia, 25 per cento allo Stato, 40 per cento a Butler e 30 per cento a Connex, una filiale di Veolia (ex Vivendi ed ex Generale des Eaux, azienda legata alle commesse pubbliche, che in precedenza aveva rifiutato di acquistare la Sncm e che ora, chissà come, è stata convinta dal governo Villepin a entrare nell'”affare”). Nel frattempo il porto di Marsiglia è bloccato dai sindacati (al servizio degli interessi dei lavoratori?) e un missile dei nazionalisti corsi (o di quella parte che vive di estorsioni?) ha colpito la prefettura di Ajaccio.
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