PROPOSTE PER BABY GANG
Baby gang in prima pagina. Una serie di episodi di violenza nel capoluogo marchigiano, protagonisti gruppi di minorenni, e soprattutto ragazzine, ha riempito le cronache dei giornali locali, e ha avuto una certa eco nel Paese. Unanime – terribile – il responso: questi ragazzi hanno troppa libertà. Hanno troppo tempo lasciato “libero” dalla famiglia, dalla scuola, da non si sa cos’altro. Dunque, la soluzione è una: riempirgli il tempo: “meglio in palestra che in strada a fare non si sa cosa”. Un gruppetto di insegnanti e altri educatori ha scritto un volantino di risposta: non basta riempire i nostri ragazzi di attività per togliere la tristezza dai loro volti. Occorre una proposta che sfidi – davvero – la loro libertà. «A noi l’incontro con il cristianesimo ha fatto vivere da giovani, ma fa vivere anche adesso da adulti, un’esperienza che non ha paura della libertà, della nostra possibilità di scelta. Persone come Giovanni Paolo II, ma anche tante vicino a noi, col fascino della loro vita dedicata all’ideale hanno sfidato la nostra libertà. Come se ci chiedessero di continuo: ma non puoi vivere anche tu così? Alcuni di noi hanno aderito già a 13, 14 anni con libertà, non perché costretti da regole». Questa è l’educazione.
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