LA UE STAVA SOCCOMBENDO ALLE MISURE DEL CAFFè
Parlare di deregulation a Bruxelles sembrerebbe una contraddizione in termini. Eppure la Commissione Ue ha avviato per davvero un’operazione antiburocrazia, con una prima scrematura dell’ipertrofica legislazione comunitaria, promessa già a marzo, che riguarda per adesso solo un terzo delle norme candidate al taglio, 68 su 183.
L’esecutivo Ue l’ha comunicato al Parlamento durante la plenaria del 27 settembre, dichiarando di voler eliminare «tutti i lacci che soffocano l’Europa e la sua economia». Tra le proposte di legge finite nel cestino, quelle sull’etichettatura degli alimenti, sul divieto di circolazione dei mezzi pesanti nel week-end, sulla dimensione delle confezioni di caffè. «È solo l’inizio – ha detto il vicepresidente della Commissione Günter Verheugen – vogliamo snellire le procedure ed eliminare l’eccesso di regolamentazione su tutti i fronti».
Bruxelles ha richiesto un’analisi di impatto economico per altre cinque proposte e ha promesso di coinvolgere nel progetto di semplificazione almeno ventimila delle ottantamila pagine che compongono il corpus legislativo dell’Ue.
Non tutte, evidentemente, indispensabili.
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