SCUOLE ISLAMICHE POCO TRASPARENTI
Una indagine dell’Fbi, avviata in gennaio, sui finanziamenti di una delle maggiori charity islamiche degli Stati Uniti, KinderUsa di Dallas, sta gettando lo scompiglio. Per questo i leader della 20 maggiori charity islamo-americane hanno formato il National Council of American Muslim Nonprofits, un’organizzazione-ombrello che garantisce la serietà dei bilanci degli affiliati lavorando di concerto con il Dipartimento del Tesoro. Alcune organizzazioni islamiche, però, vedono la nuova istituzione più come un altro ostacolo. Anche perché, come ha detto la portavoce dl Dipartimento del Tesoro americano Molly Millerwise, il National Council non mette di per sé al sicuro dalle indagini. Karen Keyworth, direttrice della Islamic Schools’ League, che rappresenta 215 scuole musulmane statunitensi, si dice preoccupata (lo riporta un articolo di BusinessWeek del 26 settembre) delle nuove norme federali sulla trasparenza. Teme infatti che possano avere l’effetto di prosciugare completamente i proventi degl’istituti educativi che in questo modo sarebbero costretti a chiudere. Per colpa della burocrazia o di situazioni poco trasparenti?
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