BIVIO TURCO, VICOLO CIECO

Nel tumulto della politica italiana, è passata sotto silenzio l’apertura delle trattative tra l’Unione Europea e la Turchia per l’ingresso della Turchia nell’Unione. Ma l’evento non ha avuto il beneficio dell’entusiasmo se non da parte turca. Persino il presidente di turno della comunità, Tony Blair, ha dichiarato che si tratta di un cammino incerto, e il presidente francese Jacques Chirac ha ribadito il suo dubbio su una conclusione positiva. Da un lato si apre la prospettiva di trasformazione dello Stato turco in una realtà più simile alle democrazie occidentali, centrata sui diritti delle persone. In Turchia infatti è avvenuta, con la dittatura di Kemal, una laicizzazione dello Stato fondata sul nazionalismo turco, riaffermando l’identità etnica su quella islamica, pur non toccando i diritti delle persone né le forme politiche centrate sulla libertà individuale. Lo Stato laico è esistito accanto a una società completamente islamica, che escludeva ogni forma diversa di vita religiosa socialmente affermata. Si trattava di una ripetizione dello Stato liberale europeo del secolo XIX basato sulla separazione tra Chiesa e Stato. Nel mondo islamico, la vita sociale e religiosa avveniva non aderendo a istituzioni religiose come nei paesi cristiani, ma essendo un costume sociale regolato dalla religione senza problemi istituzionali. L’evoluzione avvenuta in Occidente dallo Stato liberale al primato della persona e dei diritti individuali tocca la società e pone il problema del costume sociale e dell’uso dei diritti di libertà.
L’adesione della Turchia avviene in un tempo in cui il sentimento dell’islam come comunità totale si rafforza nel mondo islamico indipendentemente dal terrorismo. Il terrorismo nasce da questa volontà di reidentificazione del mondo islamico, ma il movimento di reidentificazione ha radici più profonde e memorie più radicate che non il terrorismo. Inoltre la laicità dello stato turco è stata imposta e mantenuta mediante il controllo militare sul paese in ragione della stabilità istituzionale. Se questo viene tolto, come è inevitabile se si passasse all’Unione, il carattere liberale della Turchia sarebbe fondato soltanto sulla democrazia e nella democrazia potrebbe prevalere, come accadde in Algeria e in altri paesi musulmani, l’affermazione democratica del movimento integralista. L’adesione della Turchia all’Unione Europea avviene dopo che due paesi fondatori della comunità hanno respinto lo schema di Costituzione. Il fascino dell’Europa nei popoli europei è diminuito in proporzione della crisi economica che tocca soprattutto i paesi fondatori della comunità. I due soggetti dell’accordo sono ambedue soggetti mobili e per questo il processo rimane un processo incerto. Sia il successo che il fallimento pongono eguali problemi.

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