VIA QUARANTA, «SE SAREMO RAPIDI ALTRI RAGAZZI ANDRANNO ALLE NOSTRE SCUOLE»

Di Tempi
20 Ottobre 2005

Il prefetto di Milano Bruno Ferrante con il direttore scolastico Mario Dutto ha incontrato il neoconsole egiziano, la signora Serhine Maher, per cercare di trovare una soluzione alla vicenda della “non scuola” di via Quaranta. L’incontro è stato interlocutorio anche a causa della personale esperienza della signora Maher, da poco nominata, e poco informata di tutta l’intricata vicenda. Se ancora una soluzione definitiva non è stata trovata, tuttavia sono stati posti alcuni punti fermi da parte delle autorità italiane: evitare forme che non aiutino i ragazzi a inserirsi nel tessuto civile italiano, spingere affinché gli studenti possano iniziare a frequentare le scuole pubbliche del paese. In particolare si è discusso su come riconvincere la trentina di studenti che si erano iscritti alle medie superiori a non retrocedere dalla loro intenzione.
Altro punto fermo – l’unico vero passo significativo e reale che finora è stato fatto – sono la sessantina di alunni, per la maggior parte delle elementari, che già frequentano le scuole italiane. Martedì 18 i dirigenti scolastici di ventisette scuole milanesi hanno incontrato il provveditore Antonio Zenga che ha illustrato loro le possibilità offerte dal nostro sistema scolastico per accogliere i neoarrivati: 100/120 ore curricolari più 3 ore extracurricolari al sabato di arabo. Per tale progetto si utilizzerebbero aiuti economici forniti dalla Fondazione Cariplo. Della vicenda s’è detto scontento il leader ulivista Sandro Antoniazzi.
è convinzione delle nostre autorità che «è giunto il tempo di accelerare. Più siamo decisi e rapidi, maggiori possibilità avremo di attirare a noi le famiglie e i genitori di via Quaranta».

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