GLI AMBASCIATORI DELLA BUONA VOLONTA’

Di Bracalini Paolo
20 Ottobre 2005

Tante buone parole, tanti dibattiti, e qualche ambasciatore in più. Per risollevare le sorti incerte dell’Ue, la Commissione europea ha presentato il suo “piano D”: dibattito, dialogo e democrazia. La nuova strategia di Bruxelles prevede che gli Stati membri «facciano il possibile per stimolare un dibattito nazionale sul futuro dell’Ue» durante il periodo di riflessione chiesto dai paesi membri dopo il flop dei referendum. Il piano D suggerirà «argomenti-chiave» e una cornice comune per favorire il dibattito e «ascoltare l’Europa», un calendario di appuntamenti istituzionali, oltre a nuovissimi testimonial dell’Europa unita, letteralmente, gli «ambasciatori della buona volontà Ue» («European goodwill ambassadors»). Così ha spiegato pochi giorni fa la relatrice del piano e commissaria all’Informazione Ue Margaret Walstroem: «Il piano D è un modo di dare corpo alle idee politiche per generare un cambiamento e uno spazio pubblico europeo». Peccato che gli esperti siano meno ottimisti. Si chiede Daniel Keohane, del Centre for European Reform: «Ma su cosa devono dibattere gli europei? Non credo siano in vena di riflessioni in questo momento. All’Europa gli europei non chiedono altre parole, ma azioni politiche. Che non arrivano».

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