Vanneste, sicuri che sia uno stregone omofobo?
Parigi. Il prossimo 13 dicembre un deputato gaullista, Christian Vanneste (in foto), dovrà presentarsi in tribunale per rispondere di ingiuria e diffamazione. In pratica, secondo Act-Up Paris, Sos Homophobie e il Syndicat des entreprises gay (Sneg), tre associazioni che dicono di lottare contro l’omofobia, il deputato avrebbe tenuto propositi omofobi perseguibili dal 22 dicembre 2004, grazie a una legge approvata nonostante la Commissione nazionale consultiva sui diritti dell’uomo (Cncdh) avesse suggerito al governo di ritirarla, perché contraria all’universalità dei diritti dell’uomo. Per Act-Up Paris, questa «azione in giustizia è importante» perchè «permetterà di stabilire una giurisprudenza che non tollera più le espressioni ingiuriose omofobe». Abbiamo chiesto a Vanneste di spiegarci di cosa lo si accusa: «Nel mio intervento all’Assemblée Nationale, opponendomi a una legge cosiddetta contro l’omofobia, che considero liberticida, avevo detto che non si possono mettere sullo stesso piano l’omosessualità e l’eterosessualità perchè l’omosessualità non può essere universalizzata. Se così fosse, se tutti gli uomini fossero omosessuali, non ci sarebbe più l’umanità. è un argomento già utilizzato da Voltaire nel suo Dizionario filosofico. Questo per dire che i due comportamenti non possono essere considerati uguali. Uno è alla base di una delle istituzioni sociali che è fondamentale per la società, ed è il matrimonio eterosessuale. L’altro comportamento invece, l’omosessualità, lo considero una deriva sessuale dovuta a un blocco psicologico che in generale si manifesta nel periodo dell’adolescenza».
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