Vanneste, sicuri che sia uno stregone omofobo?

Di Arrigoni Gianluca
20 Ottobre 2005

Parigi. Il prossimo 13 dicembre un deputato gaullista, Christian Vanneste (in foto), dovrà presentarsi in tribunale per rispondere di ingiuria e diffamazione. In pratica, secondo Act-Up Paris, Sos Homophobie e il Syndicat des entreprises gay (Sneg), tre associazioni che dicono di lottare contro l’omofobia, il deputato avrebbe tenuto propositi omofobi perseguibili dal 22 dicembre 2004, grazie a una legge approvata nonostante la Commissione nazionale consultiva sui diritti dell’uomo (Cncdh) avesse suggerito al governo di ritirarla, perché contraria all’universalità dei diritti dell’uomo. Per Act-Up Paris, questa «azione in giustizia è importante» perchè «permetterà di stabilire una giurisprudenza che non tollera più le espressioni ingiuriose omofobe». Abbiamo chiesto a Vanneste di spiegarci di cosa lo si accusa: «Nel mio intervento all’Assemblée Nationale, opponendomi a una legge cosiddetta contro l’omofobia, che considero liberticida, avevo detto che non si possono mettere sullo stesso piano l’omosessualità e l’eterosessualità perchè l’omosessualità non può essere universalizzata. Se così fosse, se tutti gli uomini fossero omosessuali, non ci sarebbe più l’umanità. è un argomento già utilizzato da Voltaire nel suo Dizionario filosofico. Questo per dire che i due comportamenti non possono essere considerati uguali. Uno è alla base di una delle istituzioni sociali che è fondamentale per la società, ed è il matrimonio eterosessuale. L’altro comportamento invece, l’omosessualità, lo considero una deriva sessuale dovuta a un blocco psicologico che in generale si manifesta nel periodo dell’adolescenza».

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