SILENZI LEONCAVALLINI SULL’ANTISEMITISMO
Al Leoncavallo hanno organizzato un’urna per far votare alle primarie del centro-sinistra chiunque passasse da quelle parti. Voti non validi, dicono, ma simbolici. I gesti acquistano significato quando si compiono, ma anche quando si omettono. Per anni i responsabili delle Comunità ebraiche hanno segnalato che l’antisemitismo è vivo e attivo non solo, come prevedibile, in gruppuscoli di estrema destra, ma anche in quelli di estrema sinistra. In centri sociali, sui muri dopo le manifestazioni e nei siti internet d’area si possono leggere messaggi in odore di antisemitismo; un humus culturale che contribuisce a mantenere e fomentare quei pregiudizi mai completamente spenti e dimenticati. Da quella parte si sono indispettiti, ma alla denuncia sono seguite le proposte, segno di un’acquisita consapevolezza del problema. Da sinistra, Fausto Bertinotti ha proposto seminari sul sionismo. Le Comunità hanno accettato e si sono mostrate interessate. Non se ne è saputo più nulla. Ma anche da parte ebraica si è provato a fare passi avanti, aprendo ad esempio il dialogo con il Leoncavallo a Milano. Ai responsabili del Centro Sociale si è offerta la disponibilità per un dibattito presso la loro sede. Daniele Farina, leader del centro e consigliere comunale per Rifondazione Comunista, ha pubblicamente accettato. Si era detto forse a luglio, “sicuramente” a settembre. Farina è stato cercato, gli sono arrivati segnali per ricordargli l’impegno. Niente. Silenzio. Siamo ad ottobre. Cadono le foglie.
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