Echi solidali di Katrina in Africa

Di Tempi
27 Ottobre 2005

Sentite questa. Mentre nella ricca Europa la tragedia dell’uragano che ha colpito le coste Usa è passata in chiave piuttosto politica (e in Italia perfino il musikrocker Adriano Celentano si è accodato alla vulgata del pessimo Bush, e archiviata tutta la faccenda), nel continente più povero del mondo (e proprio tra i più poveri) è scattata una grande gara di solidarietà con le vittime di Katrina. Succede per esempio in Uganda dove Filippo Ciantia, medico italiano ingaggiato in un programma di lotta all’Aids, racconta in una lettera spedita il 18 ottobre scorso ad amici americani: «Sono commosso dall’inaspettata risposta ottenuta da così tanta gente nella raccolta di fondi in favore delle vittime dell’uragano Katrina. La scorsa domenica durante le messe nelle chiese cattoliche dell’arcidiocesi di Gulu le offerte sono state devolute per intero alla vittime del disastro. Nell’area è in corso un conflitto ventennale che ha spostato nei campi profughi il 90 per cento della popolazione. Più di un milione di persone vive in centocinque campi in condizioni disperate. Eppure, anche qui la gente ha offerto il suo contributo! E lo faranno ancora la prossima domenica! A Kampala, poi, nello slum di Kireka, un ufficiale dell’Usaid, un rappresentante dell’ambasciata Usa in Uganda, mi ha detto che le donne appartenenti all’organizzazione “Meeting point international” hanno raccolto 1,6 milioni di scellini. La gente di quest’area è molto povera. Molti sono affetti da Aids e vivono in condizioni molto precarie. Queste donne hanno offerto il prodotto delle loro fatiche per le vittime di Katrina!».

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