Red eye

Di Simone Fortunato
27 Ottobre 2005
Una donna su un aereo è ostaggio di un pazzo criminale.

Ma che bel thrillerino. Lo dirige Wes Craven, maestro del cinema horror (“Nightmare”, “Scream”) che si cimenta a imitare Hitchcock. Operazione riuscita: si parte come una delle tante commedie aeroportuali. L’incontro di due giovani. Lei è tanto bella e lui è un bel tipo, spigliato e brillante. Ma l’incubo è vicino: lui si rivela un criminale e lei, sperduta su un aereo, non può avvertire nessuno pena la morte del padre. Thriller claustrofobico e pieno di inverosimiglianze, ma chi se ne frega. Anche Alfred sguazzava tra incongruenze di ogni sorta e se ne vantava. In compenso, suspense e tensione a piene mani. E una nota inquietante: ormai a far paura bastano un aereo e un giovane dallo sguardo di ghiaccio.
di W. Craven con R. McAdams, C. Murphy

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