Le trappole della Loe

Di Rodolfo Casadei
17 Novembre 2005
NON È IN QUESTIONE SOLO L'INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA. LA RIFORMA ZAPATERA DELLA SCUOLA IN SPAGNA È UN ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE

Siamo alle solite. Il lettore italiano che volesse farsi un’idea delle ragioni per le quali un milione e passa di spagnoli sabato scorso sono scesi in piazza a Madrid contro la Loe, la Ley orgànica de educaciòn del governo Zapatero in discussione in parlamento, non ha nessuna speranza di realizzare il suo proponimento leggendo la nostra stampa. Sul Corriere della Sera, sulla Stampa, nei lanci di agenzia di Apcom troverà poco più che disinformacija. Troverà che i manifestanti protestavano perché volevano l’insegnamento della religione cattolica obbligatorio nella scuola, mentre il buon Zapatero ha saggiamente deciso che resti facoltativo. Nessuno che cerchi non diciamo di giustificare, ma almeno di capire perché il presidente della Concapa, la Confederazione cattolica nazionale dei genitori degli alunni che ha organizzato la protesta a cui hanno aderito altre 839 sigle, abbia dichiarato che la riforma zapatera «non garantisce la scelta della scuola da parte dei genitori, ostacola il diritto alla libertà di educazione e alla scelta della formazione religiosa che i genitori desiderano per i loro figli».
L’insegnamento della religione è fra gli oggetti della protesta, ma non è l’unico. E non si tratta di una semplicistica contrapposizione fra chi lo vuole obbligatorio e chi lo vuole facoltativo. Nella disciplina odierna la religione cattolica è materia facoltativa, ma il suo voto fa media con gli altri per il passaggio all’anno successivo. In base alla riforma del governo Aznar, che entrerà a regime l’anno prossimo se non interverrà la riforma socialista, l’insegnamento della religione diventa obbligatorio, ma accanto all’insegnamento cattolico, i cui insegnanti sono selezionati dalla gerarchia ecclesiastica, ci sarebbe un insegnamento aconfessionale del “fatto religioso”, i cui docenti sarebbero di nomina ministeriale. La materia non solo farebbe media con le altre per la promozione, ma anche per l’accesso all’università e per ottenere borse di studio. Zapatero invece vuole ridurre la religione a materia facoltativa e pluriconfessionale che non farebbe media in alcun modo. Introducendo inoltre un nuovo insegnamento, obbligatorio e che invece farebbe media, denominato “Educazione per la cittadinanza”. Quali ne sarebbero i contenuti, ciascuno lo può immaginare.

NORMA ingiusta
Ma la Loe contiene molto altro. Prevede che, in caso di eccesso delle domande di iscrizione alle scuole cattoliche “concertate” (cioè quelle che ricevono un finanziamento statale), spetti allo Stato e non alla scuola decidere chi sarà accettato e chi no. È un potere enorme che lo Stato si arroga, quando si pensi che l’anno scorso a Madrid il 70 per cento delle domande di iscrizione alle scuole superiori è stato indirizzato a scuole cattoliche, che hanno potuto accogliere solo il 25 per cento. Anziché aiutare queste scuole ad accogliere più iscritti, la legge fa esattamente il contrario: stabilisce che, in nome della libertà di scelta, si possano creare scuole statali anche in quelle aree dove le scuole cattoliche soddisfano interamente la domanda locale di educazione; e stabilisce pure che le scuole non statali “concertate”, che attualmente lo Stato finanzia al 50 per cento circa, non possano autofinanziarsi con entrate diverse dalle tasse di iscrizione versate dalle famiglie. Le Fondazioni non potranno più versare loro fondi, le donazioni detraibili dalle tasse non saranno più possibili, né il guadagno ricavato da attività aggiuntive delle scuole potrà entrare nel loro bilancio ordinario. È facile prevedere che le scuole saranno obbligate ad elevare l’importo richiesto direttamente alle famiglie, con evidenti riflessi sulle iscrizioni.
Intanto lo Stato creerà un ispettorato incaricato di verificare tutte le richieste di iscrizione alle scuole non statali e di dare la precedenza ai residenti e agli immigrati (che in realtà sono già presenti senza discriminazioni nelle scuole cattoliche).

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