Accorpare il Veneto col Trentino? Non è una boutade di Galan, si può fare e in fretta
Alla prima lezione della Scuola di Sussidiarietà, organizzata il 9 novembre a Padova dalla CdO del Veneto, l’assessore veneto all’economia Fabio Gava ha letteralmente invocato la sussidiarietà fiscale, anche perché questa riforma imporrebbe la fine dei privilegi, avvertendo che, proprio per questo, si tratta di una scelta che chiede molto coraggio. Gava lo sa bene, visto il terremoto che si è scatenato dopo che il comune di Lamon ha domandato, con tanto di referendum, di passare nel “paradiso” delle confinanti province autonome, provocando le dichiarazioni del Presidente del Veneto Giancarlo Galan, che ha chiesto – dritto dritto – di annettere allora tutto il Veneto al Trentino Alto Adige. Ancora una volta addosso al Governatore forzista è arrivato di tutto. Vesti stracciate a destra e sinistra, con i professori della correttezza istituzionale inorriditi e con gli alleati che si sforzavano di spiegare che si trattava di una provocazione.
Ma chi pensa che la nuova incursione di Galan nel bon ton del politicamente corretto si possa archiviare con una pacca sulla spalla e un risolino compiaciuto è subito servito. Il 2 novembre la Giunta regionale ha affidato ai professori Luca Antonini, Mario Bertolissi e Lucio Pegoraro – i primi due ordinari di diritto costituzionale presso l’Università di Padova, mentre il terzo è ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università di Bologna -, un incarico «per esaminare in concreto, sia dal punto di vista normativo che finanziario, i privilegi di cui godono gli abitanti delle Regioni e Province a Statuto Speciale, così da predisporre le procedure atte a dar corso all’attuazione dell’articolo 132 della Costituzione, allo scopo di giungere alla fusione della Regione del Veneto con la vicina Regione del Trentino Alto Adige». Con calma? Nemmeno per sogno. Galan chiede di avere il lavoro degli studiosi entro novembre, perché si deve con urgenza porre fine «a un’ingiustizia che i cittadini non possono più sopportare»!
Chi ha paura di un così incalzante attacco a qualcuno dei tanti privilegi generati da questo vecchio stato centralista, che dimostra, ancora una volta, la necessità di cambiare marcia, come è stato insegnato alla scuola di sussidiarietà di Padova? I difensori dello status quo dormiranno sonni meno tranquilli? Meglio. Chissa che, se non altro per necessità, inizino a sognare la sussidiarietà fiscale.
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