Contrizione
Una volta ero a Napoli e mi chiamarono per avvertirmi che era mancato il mio quasi omonimo Fred Perry. La mia espressione colpì il tassista: «Dottore, qualcosa di grave?». «è morto Fred Perry, il grande tennista, quello delle magliette». E lui, che pure ne ignorava l’esistenza, fece una faccia triste. «Mi dispiace molto». Un mito.
Io non sono stato così delicato quando è arrivata la notizia della morte improvvisa di Eddie Guerrero. Non sapevo minimamente chi fosse e, con tutto il rispetto per la sua morte, per sua moglie e per i suoi tre figli, non riesco a mettere su neanche una minima espressione di circostanza. Guerrero era un ex campione di wrestling. Pare che questa specie di spettacolo, che qualche avventuroso definisce sport, sia molto seguito dai giovani. Non mi è mai piaciuto, non mi ha mai entusiasmato, non ho mai capito cosa ci sia di divertente. Forse sono superato. Anzi lo sono di sicuro. L’altra sera sono stato a vedere il film su Sophie Scholl. All’uscita avevo un’espressione contrita, non di circostanza. Come se avessi subito una perdita personale. Come se me l’avessero uccisa sotto gli occhi e non fosse accaduto 60 anni fa. Sarò pirla, ma Sophie mi manca.
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