Via Paal all’Ettore Conti
Repubblica si stupisce (15 novembre). Perché i ragazzi di oggi sono ancora normali. Lo scoop: i tredicenni vogliono stare fra loro. Un’inchiesta della Società italiana di pediatria ‘rivela’ che gli adolescenti hanno come orizzonte il gruppo dei coetanei. Come se non fosse sempre stato così. Come se i ragazzi della via Paal – che l’articolo cita – non fossero un fenomeno universale: il mondo dei bambini, dei ragazzi, è sempre stato un universo a parte, con le sue regole, i suoi valori, i suoi miti, i suoi percorsi di iniziazione all’età adulta (il problema semmai è che non c’è più).
Sottinteso non detto dello stupore: ma come, con tutte le illuminate attività proposte dalla scuola i ragazzi preferiscono ancora la banda? Certo, e fanno bene. Si difendono dai cattivi maestri. Quando ne incontrano uno vero, invece, ci stanno. Come succede all”Ettore Conti’, storico Istituto tecnico di Milano, dove una professoressa appassionata a loro ha proposto – la partecipazione è libera – un po’ di doposcuola e un po’ di ‘incontri culturali’: un’oretta per affrontare insieme sé e le cose, osservare quel che accade nel mondo e provare a capirlo paragonandolo con la propria esperienza, col proprio desiderio di felicità. Partecipazione entusiasta.
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