Rileggere Franco
Sul dibattito su Francisco Franco a trent’anni dalla morte andrebbe riproposto un libro scritto nel 2000 da uno dei maggiori conoscitori italiani del mondo iberoamericano, l’ex ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana. Spinto dal desiderio di comprendere il miracolo di un paese arretrato e conservatore diventato in un quarto di secolo uno dei poli dello sviluppo finanziario, tecnologico e politico del Vecchio Continente, il diplomatico ha scoperto che le radici dello sviluppo della Spagna di oggi affondano nelle scelte del Caudillo.
«Franco ha costantemente ringiovanito il suo governo. Non ha governato con una gerontocrazia, bensì con una meritocrazia». L’età media dei suoi ministri è sempre rimasta costante fra i 46 e i 50 anni. In trent’anni ha esautorato la vecchia classe dirigente, legata ai conflitti ideologici, e ne ha allevata una capace di lavorare secondo criteri di efficienza e funzionalità, libera di scegliere funzionari e collaboratori in base alle capacità e all’efficacia. «Su questo fulcro ruoterà la Spagna post-franchista: i colonnelli dello sviluppo, i dirigenti mobilitati dai dicasteri tecnici, dalle banche e dalle imprese, diventeranno i generali di un’economia moderna e liberale».
Bobo
Ludovico Incisa
di Camerana,
Il modello spagnolo. Come don Chisciotte
è diventato manager,
ed. Liberal,
pagg. 181,
euro 11.36
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