Recensione 1

Di Ferrari Anna
01 Dicembre 2005
Alessandro Schwed, Lo zio Coso, Ponte alle Grazie, pp. 264 euro 13

L’autore proviene da una famiglia ebraica ungherese. è scrittore satirico. Sta viaggiando verso l’Ungheria per far visita allo zio Coso. Apprende dal suo dirimpettaio che la Seconda guerra mondiale non c’è mai stata.
Mentre il treno attraversa la campagna, riceve una bastonata sulla testa che gli fa perdere coscienza. Nella sua mente confusa tornano alla memoria la storia del padre e quella dello zio, intrisa di affetto e follia. Fuori dal treno tutto è nuovo. Non sa più niente di sé. Con l’aiuto di un casellante ferroviario è accudito e si ridefinisce. Ricerca un senso per la propria vita. Da vivere non con caparbietà ma con speranza.

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