Fuori i preti, dentro il ‘Babbo Natale Mufti’

Di Bottarelli Mauro
15 Dicembre 2005

Le scuole cattoliche di Hong Kong potrebbero chiudere se la Chiesa perde la sua battaglia legale contro la riforma governativa della gestione scolastica che prevede che ogni scuola sostenuta economicamente dal governo debba approntare un comitato organizzativo interno con valore legale separato da quello delle istituzioni educative. Il governo sostiene che questo permette una maggiore trasparenza mentre per i gestori scolastici è solo una manovra per intromettersi nella gestione interna: diversi rappresentanti cristiani lo hanno definito «discriminante e razzista».
Una studentessa britannica di 17 anni è stata spedita a casa dal preside del suo liceo perché si era rifiutata di togliersi il crocefisso che teneva appeso al collo. La scuola, dove vige il divieto di portare gioielli di ogni tipo, considera il crocefisso un semplice pendente mentre permette ai ragazzi sikh di portare i tradizionali simboli poiché «la loro religione li obbliga a farlo mentre il cristianesimo non obbliga i suoi seguaci ad indossare alcun simbolo».
Demre (Turchia). Nella chiesa di San Nicola – dopo essere stata restaurata, trasformata in museo e privata della statua del santo – le autorità politiche non permettono vi si celebri l’Eucaristia, ma danno libero accesso ad un mufti con la sua associazione “Babbo Natale”.

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