De Rougemont 2, gli esami
Si tratta per prima cosa di “controlli” paragonabili a quelli che si stabiliscono in occasione delle grandi gare ciclistiche. I partecipanti al Tour delle Scienze devono iscriversi alla fine di ciascun trimestre. Quelli che arrivano dopo la chiusura devono rifare la tappa. In questo modo si ottiene un plotone omogeneo, facile da sorvegliare. Ma in campo sportivo l’imbroglio è difficile, mentre a scuola è la regola. Perché la qualità delle risposte “fornite” dall’imputato non ha che un lontano rapporto con la qualità e la quantità degli sforzi “forniti” nel corso del trimestre. «Gli esami falsano completamente lo spirito dell’insegnamento», si legge persino sotto la penna di diversi insegnanti elementari e secondari. Nondimeno, essi sono divenuti il fine stesso dell’istruzione; il fine che giustifica i mezzi e al quale si subordina tutto, piacere, gusto del lavoro, qualità del lavoro, salute, libertà, senso della giustizia e altre sciocchezze, autentica istruzione e altre corbellerie, perché in realtà non si tratta di insegnare, ma di sottomettere gli spiriti al controllo dello Stato – è bene dunque che non si abbia vergogna di rammentarvi incessantemente verità così elementari. (Denis De Rougemont, I misfatti dell’istruzione pubblica, Leonardo Facco, Treviglio 2005, pag. 55)
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