Nel 2005 è raddoppiato il numero di sacerdoti uccisi

Di Bottarelli Mauro
12 Gennaio 2006

Come di consueto alla fine dell’anno l’Agenzia Fides ha pubblicato l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel 2005. Secondo le informazioni in possesso dell’agenzia, quest’anno sono stati uccisi 26 tra vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici, quasi il doppio rispetto al 2004. Alcuni di loro sono stati trovati ore o giorni dopo il decesso, spesso vittime – almeno in apparenza – di aggressioni, rapine e furti perpetrati in contesti sociali di particolare violenza, degrado umano e povertà, che cercavano di alleviare con la loro presenza e la loro opera. Riguardo ai luoghi dove nel 2005 sono state registrate il maggior numero di vittime, figura al primo posto l’America, che ha visto la morte violenta di 8 sacerdoti, 2 religiose e 2 religiosi. è ancora la Colombia, con 4 sacerdoti e 1 suora uccisi, la nazione dove i conflitti sociali sono più acuti e la Chiesa paga un forte tributo al suo impegno sul fronte della riconciliazione e della giustizia sociale nel nome del Vangelo. L’Africa è stata bagnata dal sangue di 1 vescovo, 6 sacerdoti ed un laico. Sono stati trovati uccisi nella loro abitazione, probabilmente da malviventi in cerca di facili guadagni, o eliminati deliberatamente, con ferocia sanguinaria in Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Congo Brazzaville e Nigeria. Tra loro emerge la figura del sacerdote congolese don Francois Djikulo, ucciso selvaggiamente insieme al laico che lo accompagnava in una missione di pace, dal temibile capo ribelle Kyungu Kyungu, alias Gedeon, da cui si era recato spontaneamente per convincerlo a deporre le armi e mettere così fine al terrore cui sono soggette le popolazioni locali. Anche il continente asiatico ha versato il suo contributo di sangue alla causa del Vangelo con 3 sacerdoti uccisi in India ed 1 in Indonesia. Dei sacerdoti indiani va ricordato il sacrificio di don Ignazio Bara, martire della pace, ucciso mentre stava cercando di prevenire lo scontro imminente fra un gruppo tribale e un gruppo fondamentalista indù in un’area attraversata da contese di natura interetnica. Da registrare anche i due sacerdoti uccisi in Europa: il primo a Bruxelles, impegnato nell’accoglienza agli immigrati e a tutti coloro che bussassero alla sua porta, ed il secondo in Russia, nei pressi di Mosca, dove stava ricostruendo la comunità parrocchiale. Che il 2006 parli di speranza e non di morte.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.