Cantautore di Repubblica libera la Calabria e parte per Rio

Di Tempi
12 Gennaio 2006

Un tipo sale su un palco, canta canzonette per un paio d’ore e, ok, lo spumante è giusto, al rintocco della mezzanotte fa il brillante con «la nuova politica siete voi». Ovviamente sta prendendo per il culo cinquantamila giovani. Ma lui non lo sa. Non lo sa, perché per vendere videoclip e stare in sella allo spettacolo che non deve finire mai, lui deve giocare a fare il giovane anche se ha parecchi anni ai Caraibi sul groppone e tanti miliardi per “regalare emozioni” che non gli costano niente. Tra le tante famose merchant bank che non parlano l’inglese c’è dunque anche questo Jovanotti, il famoso rapper spompato, che da qualche anno gli manca l’ispirazione nel mestiere che fa, e allora va in giro a liberare il mondo con il manuale delle giovani marmotte. Uno che gli regaleranno la tessera dicatrentatrè alla mutua del partito CdB, ma intanto fa il suo bel figurone animato sui giornali che han copiato-incollato dal suo sito ufficiale «un’intervista fatta il 30 dicembre da una rappresentanza del “ragazzi di Locri” a Lorè attraverso il sito repubblica.it». Il rapper che quando Repubblica ha un buco in pagina scrive no global, quando deve andare a Locri si fa montare la panna da Repubblica web, quando Locri è passata torna a riposare nella pace alle canne. Jovanotti detto “Lorè”, cantautore impegnato, tessera dica trentatrè. Uno che piange col povero cristo della locride, gli molla il manuale antimafia di Rep., lascia un bel messaggino nel suo sito ufficiale, «Buon anno, me lo sentivo che sarebbe stato un anno importante, era iniziato benissimo sulla spiaggia di Copacabana con i piedi a mollo, bella gente intorno e un fiore gettato nell’oceano». E poi riparte per Rio.

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