Il rettore vieta di dubitare del dubbio (ma accetta l’occupazione)

Di Pianta Mauro
19 Gennaio 2006

«La via del dubbio, quella via che qualcuno definisce oggi con disprezzo relativismo, è in realtà la vera via della cultura. La cultura è dubbio, riflessione, apertura mentale». Sono parole pronunciate al Teatro Regio dal rettore dell’università, Ezio Pelizzetti, nel corso della relazione che ha accompagnato l’inaugurazione del nuovo anno accademico. E per evitare che qualcuno mettesse in dubbio le certezze espresse durante la solenne liturgia, Ezio il Magnifico, stretto nella sua morbida toga e avvolto dall’accademico ermellino, ha fatto in modo che nessun rappresentante degli studenti prendesse la parola durante la cerimonia. Il motivo? La carica di presidente del Senato Studenti non è ancora stata rinnovata perché, scaduto nell’ottobre scorso il mandato di Marco Giorgio (lista Obiettivo Studenti), le elezioni non hanno mai raggiunto il numero legale. «In base al regolamento dello stesso Senato Studenti – ha spiegato il pro rettore Sergio Roda – il presidente uscente rimane in carica non oltre il termine dei 50 giorni. Sarebbe sorto, dunque, un problema di rappresentatività». «È la prima volta – replica Giorgio – che non viene permesso agli studenti di intervenire all’inaugurazione. In realtà il Rettore ha preso questa decisione adducendo motivi formalistici e pretestuosi. È pacifico ed accettato da tutti che chi ricopre una carica istituzionale conservi le sue prerogative sino alla nomina del successore». Perfino Luca Cordero di Montezemolo, non esattamente uno scalpitante giovane ribelle, presenta insieme al gotha dell’economia e della politica locale, ha notato l’assenza degli studenti. Cosa mai potevano dire di così sovversivo questi universitari? «Tutti gli interventi tenutisi al Regio hanno ribadito come la nostra università parli di sé prescindendo da qualsiasi riferimento agli studenti. Forse il rettore, che nei mesi scorsi voleva querelarci per aver ricordato come non avesse impedito un’occupazione durante la quale alcune bacheche vennero imbrattate con scritte ingiuriose contro don Giussani, il Papa e la Chiesa cattolica, temeva la voci non allineate.». Vietato dubitare del dubbio, insomma. «Ecco, appunto. Noi avremmo solo voluto dire che l’università nasce e si sviluppa storicamente come luogo di educazione al pensiero critico, il quale consiste nel rendersi ragione delle cose, qualcosa di diverso dal dubbio aprioristico».
Mauro Pianta

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