Bersaglio Spagna

Di Tempi
10 Marzo 2005

Probabilmente il rapporto finale della Commissione d’inchiesta del Parlamento spagnolo sugli attentati dell’11 marzo non sarà disponibile prima del mese di giugno. A un anno dall’attacco che causò 192 morti fra i pendolari delle stazioni ferroviarie madrilene, le schermaglie fra i rappresentanti dei diversi partiti all’interno della commissione hanno prodotto una situazione di stallo di cui fa le spese la ricerca della verità. Troppo impegnati a scambiarsi accuse di manipolazione politica degli eventi (i socialisti vorrebbero dimostrare che Aznar mentì scientemente quando addossò la responsabilità dell’accaduto all’Eta, i popolari vorrebbero dimostrare che i socialisti organizzarono le manifestazioni di protesta illegali alla vigilia delle elezioni), i deputati non riescono a produrre un lavoro paragonabile a quello della Commissione d’inchiesta del Congresso americano sugli attentati dell’11 settembre. Tutto ciò avviene in una situazione di perdurante tensione: a parte la repressione anti-terrorista che riguarda l’Eta, la Spagna è il paese europeo dove è stato arrestato il più alto numero di terroristi jihadisti: 57 fra l’11 settembre 2001 e l’11 marzo 2004; altri 129 dal massacro di Atocha ad oggi. Nell’ottobre scorso sono stati arrestati componenti di una cellula terroristica che aveva in programma attentati che avrebbero colpito numerosi edifici di Madrid, compreso lo stadio Santiago Bernabeu dove gioca il Real Madrid. A riprova che il progetto jihadista in Spagna va ben al di là del ritiro delle truppe spagnole dall’Irak.

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