PAPà, FAI L’IMPERATORE
Nell’odierna discussione sui “nuovi padri”, se ne parla in tv, sui giornali, se ne fanno libri, vorrei metterci un po’ di zizzania da donna. Discussione tutta moderna questa, quando mai nella storia un uomo è stato ricordato proprio in quanto padre (biologicamente parlando)? Di donne, in quanto madri, se ne ricordano molte. Da Maria a S. Monica, madre di S. Agostino. Sto leggendo in questo periodo L’albero della vita di De Wohl, sull’imperatore Costantino e sua madre Elena, e arrivando ai giorni d’oggi penso alla madre di G. Testori e alla mamma di don Giussani.
E i padri? Se oggi si pensa che si è padri in quanto si accompagnano i figli in piscina, si cambiano i pannolini, si è, in poche parole, “presenti” e “teneri”, cosa direste dell’imperatore Costanzo, che, non solo è stato assente, ma, ripudiando Elena, ha fatto di suo figlio un bastardo? Eppure riconosce le doti di Costantino e quindi l’educazione datagli dalla madre, e lo impone come imperatore. Riscattando in un solo gesto il suo essere padre. E ci fa riflettere sul fatto che presenza e tenerezza non sono i requisiti fondamentali, e un po’ femminili, di un padre. Ma lanciare un figlio alla “conquista del mondo”, sì. Sabato è S. Giuseppe, auguri a tutti i padri.
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