LA GIUSTA ESCLUSIONE

Di Reibman Yasha
17 Marzo 2005

Alessandra Mussolini ha iniziato uno sciopero della fame in occasione del ricorso al Tar contro l’esclusione della sua lista dalle elezioni regionali. Se confermata l’accusa sulle firme false, niente di più verosimile, l’esclusione sarebbe sacrosanta. Si capisce poco a cosa serva uno sciopero della fame e quale sia la richiesta. Ma su un punto la nipote di Sofia Loren ha ragione. è grave che solo lei venga fermata, mentre gli altri partiti possono andare avanti. è poco credibile che migliaia e migliaia di firme siano state raccolte in pochi giorni sotto la neve. Forti dell’obbligatorietà dell’azione penale, i controlli andrebbero pretesi a tappeto e questo giustificherebbe un’azione nonviolenta.
Discorso a parte merita chi a sinistra ha autenticato le firme false della formazione dichiaratamente neofascista. Se questo fosse il frutto di uno slancio liberale e volterriano volto a dare la possibilità di partecipare a ogni formazione, dovremmo tutti toglierci il cappello. Purtroppo così non è. Nella scorsa legislatura al Parlamento europeo la sinistra italiana ha collaborato alla conventio ad excludendum contro Jean-Marie Le Pen, che non ha potuto esercitare le proprie prerogative di deputato in quanto non iscritto a un gruppo parlamentare. In quel caso andò in suo soccorso Marco Pannella. E la sinistra lo coprì di fischi. Qui invece l’obiettivo era togliere voti alla CdL. Per vincere due regioni in più si sono venduti l’anima, evidentemente le attribuivano scarso valore.

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