EUROREPRESSIONE

Di Bracalini Paolo
24 Marzo 2005

I campioni di libertà sono venuti allo scoperto, e Strasburgo somiglia sempre più all’Avana o a Pechino. Il Bureau, l’organo direttivo guidato dal presidente dell’Europarlamento, il socialista spagnolo Josep Borrell, in gran segreto ha sfornato una legge bulgara sulla stampa: l’espulsione per i giornalisti non compiacenti, con pene da sei mesi a due anni. Obiettivo principale sono cameramen e fotoreporter, in grado di documentare in modo incontestabile eventuali comportamenti spiacevoli, come sprechi di denaro pubblico, rapporti con lobby finanziarie, o assenteismo. «Bisogna capire che delle zone dell’Europarlamento devono essere considerate riservate», ha spiegato Luigi Cocilovo, uno dei vicepresidenti del Bureau. Diversamente l’eurodeputato austriaco Hans-Peter Martin, attento da sempre alle eurofollie dei suoi colleghi: «Questa vicenda è il simbolo di un Europarlamento che sta tornando indietro nel tempo – ha detto -. Qui non si è ancora capito che la democrazia si basa sulla trasparenza dei comportamenti e sulla possibilità per la stampa di informare i cittadini liberamente. Questi princìpi dovrebbero essere ancora più validi nelle istituzioni dell’Ue, che producono conseguenze sempre più importanti e concrete nei paesi membri».

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