VOGLIAMO PARLARE DELLE REGIONALI?

Di Tempi
24 Marzo 2005
LO SCANDALO DELLE FIRME TOGLIE SPAZIO AL DIBATTITO SUI FATTI

La campagna elettorale per le regionali si trascina stancamente, c’è un’aria di disaffezione che potrebbe tradursi in un tasso di astensionismo particolarmente elevato. L’unico fatto degno di attenzione sembra essere lo scandalo double face “firme false/trappola delle firme false”, che restituisce ancora una volta un’immagine degradante della politica italiana. Peccato, perché sta andando sprecata l’occasione di mettere a tema un sacco di cose interessanti. Per esempio lo strano meccanismo in base al quale in sanità la Lombardia se la deve cavare con 1.372 euro pro capite di trasferimenti nazionali, mentre alla Toscana ne vanno 1.449 e all’Emilia-Romagna 1.465. Oppure di riflettere sul fatto che la Campania, dopo un decennio di amministrazioni regionali e sindaci napoletani di sinistra, continua registrare occupazioni di autostrade e binari a causa del problema rifiuti, mentre la Lombardia che dieci anni fa aveva difficoltà simili oggi le ha risolte. O ancora di raffrontare il dirigismo della Toscana, che impone a chi si costruisce la casa di installare pannelli solari (altrimenti niente licenza), col modello lombardo di dialogo col cittadino, che viene premiato con incentivi vari se decide di mettere i pannelli. Né si confronta il modello lombardo di welfare, dove i cittadini possono scegliere il servizio che loro conviene attraverso il sistema dei “buoni”, coi modelli burocratici e centralistici delle Regioni rosse. Né si pone attenzione al fatto che i versamenti al Fondo di solidarietà interregionale sono i seguenti: Lombardia 3.959 milioni di euro, Emilia-Romagna 917, Toscana 99. Almeno non ci si sbagli al momento del voto.

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