L’importante non è vincere ma candidarsi
Ai Mondiali di nuoto di Montreal c’era un nuotatore pakistano che uscì dalla piscina con un piazzamento ridicolo e un costumino che doveva essere appartenuto a Maurizio Arena quando girava “Poveri ma belli”. Alla prossima Olimpiade di Torino avrebbe voluto gareggiare uno sciatore del Ghana. Ha visto la neve per la prima volta nel 2000, ha messo i primi sci due anni fa. Non l’hanno preso perché hanno alzato il tempo minimo di qualificazione. Ci sono tanti atleti che non si vergognano di arrivare ultimi, perché per loro l’importante è veramente partecipare. Perché Mondiali e Olimpiadi rappresentano il massimo per uno sportivo, specialmente per quelli che vengono da Paesi senza una lira per un costume e soprattutto per un panino. Io darei il mio pranzo natalizio per farmi due vasche all’Olimpiade. E che mi frega se il mio piazzamento sarebbe trecentoventesimo su 320. Mi avrebbero battuto Thorpe, Magnini e Van den Hoogenband. Mi sarei comunque divertito. Per cui non capisco perché uno deve candidarsi alle primarie dell’Unione sapendo già di perdere non da Michael Phelps o da Giorgio Rocca, ma dall’ex pulotto Ferrante. Questo non è decoubertinismo compagni e amici, è masochismo.
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