Lavoriamo per abbonati incalliti e incancreniti
Caro direttore, quando ho visto la copertina di Tempi con la “riedizione” dell’articolo sul caso Telecom, mi sono detto: adesso fanno la fine del Sabato. Pensavo a denunce al giornale e inchieste della magistratura… ma è evidente che le persone citate godono di una speciale superiorità morale. Questo spiega come mai Tempi si permette di reiterare un reato. Mi consigliate la lettura di un libro che tratti della “superiorità morale a prescindere”?
Arcangelo Costa, via internet
L’Affare Telecom. Il caso politico-finanziario più clamoroso della Seconda Repubblica, Sperling&Kupfer, edizione “aggiornata e accresciuta”, in libreria dal 15 febbraio. Scommettiamo che neanche Oddo&Pons (i giudici di Milano, Repubblica, Corriere etc.), hanno avuto l’idea di intervistare Sposetti sui quasi mille miliardi di debiti del partito e dell’Unità ripianati non si sa come in men di un lustro, e nemmeno ha punto loro vaghezza di intervistare Sacchetti, il compagno billionaire di Reggio Emilia?
Egregio direttore, la ringrazio della Sua cortese lettera per farmi rinnovare l’abbonamento a Tempi. Ho avuto dei grossi problemi agli occhi ed i numeri del vostro giornale si accumulano sul mio tavolo settimana dopo settimana, intonsi. Le voglio anche dire che certi atteggiamenti della rivista da Lei diretta a volte eccessivamente fideistici urtano un po’ un agnostico incallito ed incancrenito come me. Un liberale, che per definizione non ha alcuna verità certa valida per tutti, ascolta spontaneamente e volentieri qualsiasi altra “verità”, a condizione di non sentirsi denigrato per pensarla diversamente. Ma nessuno è perfetto e tutto serve a far meditare ed approfondire. Dopo due operazioni agli occhi in sei mesi, ho ripreso in qualche modo a leggere e sono contento di poter quindi rinnovare l’abbonamento. Da buon genovese quale sono di nascita e di carattere, mi sembrerebbe di depauperare il prodotto accettando la Sua offerta prezzo speciale (grazie comunque), che non lo merita proprio. Preferisco pagare il giusto.
Franco Scotti, Milano
Grazie, caro abbonato coi controfiocchi. è una soddisfazione lavorare per voi.
Caro direttore, Tempi ha sponsorizzato con una quota di 300 euro lo stand su “La storia delle Brigate Rosse” allestito da un gruppo di studenti all’interno dell’Open Day del Liceo Don Gnocchi del 18 dicembre 2005. I ragazzi hanno distribuito gratuitamente una copia del giornale a tutti i visitatori dello stand, per complessive 650 copie; inoltre hanno evidenziato con un pannello la collaborazione con Tempi, di cui ti allego documentazione fotografica. Penso che questa sponsorizzazione vada ben oltre il livello del contratto commerciale e documenti la sintonia ideale che lega le nostre opere, ambedue strenuamente impegnate nel dimostrare a tutti che è possibile un giudizio critico, in un contesto culturale, gioiosamente allineato sull’imperativo di pensare ciò che il potere ordina di pensare. Il Presidente
Ettore Villa, Carate Brianza (Mi)
Grazie, caro Presidente coi controattributi, è un piacere sostenere la libera scuola.
Caro direttore, ho comprato casa venerdì scorso. Ho fatto il rogito, mutuo, assicurazioni e via discorrendo. Per 20 anni dovrò pagare la casa. Poco male, sono un italiano medio. Ma nel momento di staccare l’assegno per le spese notarili e per le tasse, sorpresa: grazie alla nuova finanziaria, il notaio dal 1° gennaio 2006 costa il 20 per cento in meno e soprattutto si paga la metà delle tasse allo Stato che dal 1° gennaio, sempre grazie alla finanziaria, non viene più conteggiato sul prezzo d’acquisto della casa, ma sulla rendita catastale che è molto più bassa. Il notaio mi ha spiegato che ho risparmiato quasi 5000 euro. Cioè: 5 rate del mutuo, o 5 mensilità dello stipendio, per me, italiano medio che non può premettersi manifestazioni, conti all’estero, barche e tutto il resto che fa molto “figo” di sinistra. Evidentemente, un’altra legge di Berlusconi ad personam. La mia.
Simone Fortunato
E’ ormai da una settimana che la nostra città in occasione delle Olimpiadi si è tinta di rosso. Su tutti i lampioni sono state appese delle enormi bandiere rosse con all’interno i cinque anelli olimpici bianchi e una serie di scritte di benvenuto. Pensavo che la bandiera olimpica fosse bianca con cinque anelli colorati, invece qui a Torino si è tinta di rosso e gli anelli sono diventati piccoli e bianchi. Mi domando se i dirigenti del Toroc (ex amministratori delle giunte di centrosinistra) non sono stati capaci di non cedere alla tentazione preelettorale di trasformare la città in una piccola Mosca. Forse che la bandiera olimpica tradizionale sia di destra?
Marco Notari, Torino
Faccetta rossa. E poi dice che Torino è una città illuminata.
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