Nucleare? Sì, parliamone

Di Bracalini Paolo
02 Febbraio 2006

A più di cinquant’anni dalla nascita della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca), in Europa non esiste ancora una strategia energetica comune. Il rincaro del petrolio e la crisi del gas tra Russia e Ucraina hanno scoperto la vulnerabilità dell’Ue.
La Commissione presenterà a marzo le linee di una strategia comune alla ricerca di fonti proprie. Alcuni paesi, come Italia e Polonia, presenteranno delle proposte. In un sondaggio di Eurobarometro gli europei chiedono più pannelli solari, più eolica, nuove norme e anche il ritorno al nucleare. Il commissario per l’energia Andris Piebalgs (in foto): «Vorremmo lanciare un dibattito pubblico su questo tema. La commissione non vuole imporre a nessun paese di usare un tipo di energia o un altro».
La Francia ricava l’80 per cento dell’elettricità dal nucleare: secondo Parigi, che sul tema ha presentato a Bruxelles un memorandum, è questa la vera soluzione a livello europeo. Anche la Gran Bretagna chiede il rilancio del nucleare. I vantaggi ci sarebbero eccome: indipendenza energetica e assenza di emissioni a effetto serra.

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