Euro al sovrano del Nepal
I sussidi Ue per il Nepal finiscono in gran parte nelle casse del sovrano. Da quando ha preso il potere, due anni fa, il re nepalese Gyanendra ha deciso di controllare tutti i flussi di aiuti provenienti dall’Europa. Controlli polizieschi e confische pubbliche, denuncia il presidente delle Ong del Nepal, Aryun Kirki, in questi giorni a Bruxelles per avvisare la Commissione degli sprechi miliardari. La commissaria alle relazioni esterne Ue, Benita Ferrero-Waldner, ha detto che gli aiuti in corso al Nepal non verranno comunque interrotti per non colpire la fascia più povera del paese. Bruxelles ha stanziato in totale 66 milioni di euro per assistere la popolazione e promuovere la soluzione del conflitto tra il governo e i ribelli maoisti. Kirki ha spiegato che i sussidi dovrebbero essere immediatamente congelati, almeno quelli “filtrati” dallo zelante fisco governativo.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, il 24 per cento della popolazione nepalese vive con meno di un dollaro al giorno. L’ambasciatore nepalese per l’Ue ha detto che i controlli sulla beneficenza dall’Europa sono fatti per «assicurare più trasparenza e giustizia». Ma solo in questo caso, con la trasparenza il governo fa affari miliardari.
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